Elezioni

Tra pochi mesi, non solo a livello nazionale, ma anche periferico-universitario (cioè toccherà anche a noi bovisiani) ci saranno le elezioni. Logicamente noi, gente di Bovisa, dovremo eleggere un nostro rappresentante che, in quanto tale dovrà essere uno studente iscritto ad una delle nostre facoltà.
Neanche a dirlo la cosa si presenta molto più difficile del previsto. Già, perchè i candidati non si sprecano, anzi si fanno proprio desiderare.
E’ meglio spiegare intanto qual è la situazione (strano ma di questi tempi quando si parla di elezioni è sempre tutto complicato). Dunque, come tutti sappiamo, la nostra facoltà di architettura, e tutto il polo Bovisa è abbastanza recente. Questo, è facile da intuire, non ci porta ad avere la ferrea tradizione “politica” che tutti si aspetterebbero e vorrebbero. Di fatto però fino a poco tempo fa noi studenti di via Durando & co. dei rappresentati li avevamo, salvo che questi, per motivi più o meno validi, si sono dileguati portando con loro tutta la passione che impiegavano nel rappresentare noi studenti.
Sta di fatto che quest’anno i candidati scarseggiano e gli attuali rappresentanti degli studenti al senato accademico sono abbastanza in difficoltà nel trovare qualcuno che abbia voglia di offrirsi come candidato.
Beh in realtà anche in questo caso la questione non è così semplice, perchè dei due gruppi che sicuramente schiereranno i loro candidati (poi magari se ne candideranno tantissimi, noi ci speriamo), uno non farà assolutamente fatica a trovare i “volontari”.
Ma qui mi fermo, credo di aver già, se non detto tutto, almeno fornito il materiale per comprendere al meglio la situazione.
Comunque se qualcuno si sentisse particolarmente ispirato…………………..
04 Mar 2006 AndreaA
One Response to “Elezioni”
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le università stanno politicamente morendo, ll’unica istituzione politica rimasta forte è aimè C.L. che spopola ovunque qui in lombardia, ma io ritengo assurdo che in una facoltà di architettura chi detenga il potere sia C.L….vorrei solo dire un’altra cosa, è assurdo che in università non ci siano mai abbastanza aule libere e “questi” abbiano il diritto di occuparne una per i loro RITI.