L’influenza di Katsura

«Caro Corbu, tutto ciò per cui abbiamo lottato ha il suo parallelo nell’antica cultura giapponese. Questo giardino di roccia dei monaci Zen del tredicesimo secolo – pietre e cottoli bianchi rastrellati – potrebbe essere stato disegnato da Arp o Brancusi – un inebriante angolo di pace. Saresti entusiasta quanto me in questo resto di colta saggezza vecchia di 2000 anni! La casa giapponese è la migliore e più moderna che io conosca e autenticamente prefabbricata».
Così scriveva Walter Gropius a Le Corbusier nel 1954…
…Katsura, e in modo più ampio la cultura giapponese, forniva insomma una conferma alle riflessioni che gli architetti, e gli artisti, occidentali stavano sviluppando all’inizio del XX secolo. Del resto il fenomeno del Japanism era gia ben diffuso alla fine del XIX secolo in Europa e negli Stati Uniti, come dimostra tutta l’opera di Frank Lloyd Wright…
(dalla recensione di Roberto Dulio del Libro “Katsura la villa imperiale”, di Virginia Ponciroli, Elcta, Milano)
Il 13 Marzo si apre, con una conferenza tenuta da Francesco del Co in Aula carlo de Carli alle 15, la mostra dedicata alla Villa Imperiale di Katsura a Kyoto, che sarà allestita nello spazio mostre in Bovisa.
La mostra è prodotta da:
Dipartimento di Progettazione Architettonica, IUAV di Venezia
Dottorato Internazionale di Architettura Villard D’Honnecourt
e sarà a cura di Fernanda De Maio e Alberto Ferlenga.
06 Mar 2006 Lorenzo S.
