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Svegliaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!

Ecco fatto. Ti distrai un attimo ed è fatta. Cioè, un attimo, forse più di un attimo, forse l’attimo è durato un po’ troppo. Forse gli studenti non si sono proprio distratti, forse si sono proprio addormentati per un attimo che è durato diciamo almeno cinque anni, almeno.
Facciamo un riassuntino? Allora, da quando viene introdotto il 3+2 nel sistema universitario italiano, viene automaticamente a crearsi una nuova figura di laureato, cioè una nuova figura professionale, quella dell’architetto junior. Perfetto direi…chi non vuole o non riesce studiare per tutti e 5 gli anni necessari si laurea in 3, ed è pur sempre un architetto, certo, con meno mansioni e possibilità professionali di un architetto specializzato, ma iscritto regolarmente all’albo, ecc.
Ora uno pensa che tutto ciò sia fantastico perchè è un’opportunità in più che viene offerta allo studente, fatto salvo che in questa “opportunità” gli studenti ci stanno rimanendo ingabbiati.
Si perchè innanzitutto fatta la riforma nessuno ha poi pensato di stabilire quali siano le mansioni proprie dell’architetto junior, e nemmeno di incentivare l’assunzione di questo tipo di laureato che si è in pratica trasformato in una cavia: li buttiamo nel mondo del lavoo poi vediamo cosa succede… Poi c’è la questione della formazione, che è universalmente riconosciuta come inadeguata, infatti molti dei corsi da spalmare nell’arco dei 5 anni sono stati concentati in 3, sacrificandone altri e magari mettendoli in un ordine quasi casuale quanto dettato dalle necessità di tempo. Infine la questione che forse pesa di più: l’intervento dell’UE che sancisce l’effettiva totale inutilità della laurea breve italiana in architettura. “Eh già- avranno pensato a Bruxelles- com’è che in tutta Europa la laurea in architettura è un 4+2 e in Italia no? le scuole italiane sono davvero così valide?” la risposta purtroppo la conosciamo tutti…
Allora, ci ignora l’UE, ci ignora il governo, saremo aiutati dalla scuola pensa uno, cioè fateci prendere la nostra specialistica come possiamo e amen. E invece… tra blocchi numerici, N e V, test di ingresso ci si ritrova a doversi difendere con le unghie e con i denti per non ritrovarsi ad essere espulsi dall’università ritrovandosi con un titolo di studio di fatto inutile essendo noto a tutti che se non hai fatto la specialistica è perchè non sei stato considerato all’altezza……ma chiedere di essere tutelati è chiedere troppo?
RAGAZZI, MARTEDI POMERIGGIO CI SARÁ UN’ASSEMBLEA IN CUI GLI STUDENTI SI CONFRONTERANNO COL PRESIDE SU QUESTI TEMI FONDAMENTALI, É IMPORTANTE CHE SI PARTECIPI IN TANTI. CERCHIAMO DI NON FARE CAPIRE CHE HANNO RAGIONE LORO A CREDERE CHE SE LE COSE STANNO COSÍ É PERCHÉ A NOI VA ANCHE BENE!!!!
14 Mag 2006 AndreaA
10 Responses to “Svegliaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!”
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mi sono impantanata nella resgistrazione della mailing list, volevo mandare dei suggerimenti, ma mi sono bloccata con l’iscrizione…babba!!!dovete aiutarmi…
già…gli studenti dove sono stati in tutto questo tempo? forse si sono persi tra crediti e debiti…confrontandomi con laureati di vecchio ordinamento, il corso di studi sembra sempre più una raccolta punti che un vero e proprio corso di formazione! vedo che però ultimamente c’è molto più interesse tra gli stessi studenti nei confronti del nostro più prossimo futuro! l’importante è crederci di riuscire a cambiare le cose ed essere in tanti nel farlo…un assistente di laboratorio ci ha consigliato di denunciare il politecnico…al momento dell’iscrizione ci era stato assicurato che il titolo di architetto juniores aveva un senso, anche a livello europeo, e l’università non ha mantenuto la parola data. In casi estremi, estremi rimedi…
Sono appena tornato dall’incontro che si è tenuto oggi in Facotà a Bovisa (per chi è dalla facoltà sa a cosa mi riferisco)…pur rimanendo giustificate e comprensibili tutte le motivazioni espresse dai più, secondo me gli studenti ancora non comprendono il vero nocciolo della questione: i cavilli burocratici sono certamente importanti (mi permettono di rispondere alla domanda “quando mi laurerò?”), assolutamenti fondamentali invece sono quelli didattico-formativi (risp. alla domanda “qual è la qualità della mia formazione?”). Questi ultimi non vanno affrontati parlando di crediti, appelli di esame, ore di laboratorio…corsi toefl…etc etc ma di : -programmi dei corsi, -sperimentazione/ricerche progettuali, -interdisciplinarità dei corsi, -organizzazione generale della didattica. Ai più sembra , invece, e giustamente, interessare di più il tempo che manca alla conclusione dell’errore commesso iscrivendosi a una facoltà/corso-di-laurea che non era esattamente come la si immaginava…
secondo me niente denunce…semplicemente bisogna attivarsi per cambiare qualcosa(non sono una sovversiva!!)…insomma: noi ci sbattiamo dalla mattina alla sera (è giusto!) e cosa ci danno in “cambio”?un nome e basta….sinceramente a me potrebbero dare un pezzo di carta con scritto giovanni a sto punto intanto cosa cambia?
trovo ridicolo anche parlare di questa cosa perchè tutti sono preoccupati a arrivare al 27 per fare la specialistica senza pensare che dopo tutto il lavoro fatto l’unica cosa che rimane (oltre a sapere di essersi fatti il culo come quelli del vecchio ordinamento) è solo un pezzo di carta con scritto “architetto junior”…una buffonata, insomma.
se devo proprio dirla fino in fondo mi sono sentita come quando si va all’esselunga, magari con voglia di qualcosa di buono (non di ferrero rochè), e si vedono quei bei pacchetti d biscotti con scritto “golosi pasticcini alla crema” (con tanto di disegnino con tutto che cola) allora si pensa “li prendo!! sono troppo quello che volevo!”. poi li compri, li apri con la lingua che è già lunga due chilometri e non vedi la crema…dici vabè saranno buoni, noooooo perchè sanno di plastica. allora incassi e porti a casa….adesso vedo proprio così la nostra università..penso”bello scherzone!!adesso ditemi la verità però..” eppure non è uno scherzo. tutto questo per dire che non voglio il 27 voglio che mi sia dato, ci sia dato quello che ci spetta di diritto senza mezzi termini
sappi solo che quando ti proporrai come architetto (che giusto per intenderci non è esattamente colui il quale sceglie i sanitari da un cataologo o le tappezzerie dei divani…) il tuo bel pezzo di carta è sempre relativo. Lo dico per esperienza. Per vincere un concorso in qualche ufficio o amministrazione pubblica con competenze meno “progettuali” e più gestionali magari basta una buona media e un buon pezzo di carte per convincere, diversamente non è così. Secondo me esiste un grossa chance per fare “corporazione” che è quella dell’albo junior, sta a noi saper giocare bene e proporci in modo adeguato nel mondo del lavoro.
Ecco come la vedo io: in Italia alcuni settori, ed in particolare quello dell’architettura, stanno subendo un toppo lento ricambio generazionale. I “grandi vecchi” a quanto pare fanno fatica a lasciare la loro posizione, (se la sono conquistata, quindi da un certo punto di vista è comprensibile). Il problema se mai è nostro che, come ho già sottolineato, praticamente stiamo ancora sonnecchiando e facciamo un po’ fatica ad appropriarci dei diritti che ci spettano. Se poi gli stessi che decidono quando ti devi fermare decidono anche le tue mansioni da mezzo-architetto in pratica sai già che del tuo futuro alla fine non avrai deciso niente. E il tutto si riflette su un mondo dell’architettura fermo a tanti tanti anni fa… Mi ripeto: SVEGLIAAAAAA!!!!!!
Bene occupiamo la facoltà e scriviamo la magna charta di come dovrebbe essere questa facoltà…nei contenuti…
Uscendo dall’ambiente, guardando dall’alto, a volo d’uccello, magari con gli occhi d’una persona di anni fa, vedere che a tanti studenti, che ora hanno le possibilità (i soldi che prima scarseggiavano), viene BLOCCATA l’occasione di andare avanti negli studi fa pensare, fa veramente pensare…
…lo so che se invece mi abbasso, entro nell’ambiente, vedo che i laboratori della specialistica sarebbero troppo affollati, i finanziamenti mancano, ecc….ma tutto questo non va risolto impedendo agli studenti di proseguire regalandogli un pezzo di carta senza valore (la laurea triennale), definendoli junior per non definirli impediti…
…penso soprattutto a uno studente lavoratore che non può permettersi una media molto alta ma che le capacità di diventare un buon architetto le ha…capacità che possono cambiare il mondo esterno e liberarlo dalle brutture speculative realizzate da persone poco formate…(t’oh mi vien da dire laureati triennali…)
…bloccare l’accesso alla specialistica con medie e crediti è sbagliato!
Una soluzione migliore c’è, la troveremo e la proporremo
Concordo con te Lorenzo che bloccare la carriera universitaria di uno studente per media e crediti è ridicolo! Semplicemente perchè è ridicolo secondo me valutare un architetto con una media e dei voti…ma qui si aprono capitoli troppo grandi. Un’idea sarebbe un colloquio valutativo sulla base delle esperienze progettuali…estesa a tutti anche quelli con la media alta, perchè vi posso garantire che il 70% di quelli che hanno una media sopra il 28 hanno dei progetti ridicoli…li sarebbe da ridere. Ma fare questo significherebbe contraddire un sistema, e il che non è possibile. Non credo nelle rivoluzioni istantanee; bisogna impostare le premesse. In alcune università italiane come Venezia ad esempio per gli esterni, si valuta sia un portfolio di progetti (è bene che gli studenti si preparino a farne uno) che ovviamente il curriculum universitario.
PS. ma quando mi darete i privilegi per scrivere articoli? Devo fare anche io un test di ammissione? :p:p
sono d’accordo con lorenzo… è veramente ridicolo sbarrare la strada agli studenti semplicemente per mancanza di fondi o per conservare un prestigio… secondo me non si può basare la QUALITA’ di uno studente a partire dai voti. è brutto dire qualità perchè è un po’ come essere un prodotto da mettere sul mercato ma è csì.. a parer mio se una persona è brava riuscirà a emergere nel mestiere.. l’hai detto tu giulio che bisogna saper giocarsi bene le proprie carte… per queso credo che sia inutile e controprducente fermare già in partenza dei potenziali architetti. poi il fatto di essere architetto junior o senior deve essere una scelta dello studente e non dell’unversità, mi pare. non dico di occupare la scuola e scrivere la magna charta dico semplicemente che è la scuola che l’ha scritta. vi ricordo che noi abbiamo firmato un contratto quando ci siamo iscritti e un contratto pervede almeno 2 contraenti e non uno solo
ripeto: non siamo merce; siamo persone con aspirazioni. ora, non si può sindacare sul dritto allo studio e sulla voglia che magri si ha di prendere questa qualifica (indipendentemente dai voti). cosa ne sappiamo magari un mies van der rohe incopreso è tra di noi e non avra la possibilità di laurearsi (come einstein è stato bocciato in matematica)…. i voti sono voti sono sempre qualcosa di soggettivo o sbaglio??