Università, Opinioni personali
La Libertà

Giorgio Gaber
(1972)
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.
Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un’avventura,
sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o un’invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Non l’avrei pubblicata, mi sembrava banale.
Ore 17 e 30, affluenza ai seggi 9,7%…
23 Mag 2006 AndreaA

Sembra davvero così, l’università è un esaminificio e gli studenti pensano, come al liceo, solo a fare gli esami.
Io invece vedo l’università come un’isola democratica in un mondo che non lo è. In quest’isola si dovrebbe dibattere, parlare, urlare, votare, scegliere; non essere passivi.
Per ora il 90% per cento dei nostri colleghi pare essere passivo, vedremo domani (secondo giorno di elezioni) e vedremo i risultati.
Di sicuro nei prossimi due anni se saremo rappresentanti degli studenti inciteremo i colleghi ad alzare la voce, promesso.
La seconda giornata di voto ha portatol’affluenza a quasi il 20% possiamo dirci soddisfatti e forse troppo pessimisti col senno di poi. Resta il fatto che dovrebbero votare molti più studenti. Solo così potremo dire di rappresentarli tutti.
Il risultato ci ha premiati, la nostra lista ha preso 6 degli undici seggi in facoltà, ora vediamo se riusciamo a cambiare un pò di cose.
L’Università deve tornare ad essere un luogo sociale. Luogo di scontro e di confronto della società, non solo degli accademici. I luoghi sociali sono i luoghi dove la società si esprime, dove nel confronto e nelle pratiche costruisce la sua identità, le sue regole, il suo modo di essere.
Un luogo sociale era l’Unviersità del ‘68 perché era dove i giovani reclamavano il loro spazio.
Oggi, i luoghi sociali sono le TV e gli stadi dove la gente si pesta. Non si rinunci mai al confronto, al limite anche allo scontro perché queste sono le regole della democrazia la quale non è mai acquisita, la quale va continuamente costruita frase dopo frase.