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Alla biglietteria della stazione l’altro ieri il bigliettaio mi fa, scocciato: “Ma perchè voi universitari non ve ne andate in vacanza a luglio come tutti gli altri studenti?”…

Le sessioni d’esame quest’anno sono iniziate il 3 luglio e termineranno il 29.

L’orgoglio di Bovisa sono i laboratori di progettazione annuali (credo gli unici in Italia), il che significa avere una gestazione progettuale di 9 mesi e se esce prematuro beccarsi un voto in meno perchè non ci si è ammazzati fino alla fine a ritoccarlo dando precedenza agli altri esami, che ammontano a un totale di 5 in quanto 3 sono annuali e 2 del secondo semestre…(sempre che uno abbia dato i due semestrali a febbraio), qualcuno lo puoi lasciare a settembre così il bigliettaio ti insulterà anche in agosto.

Alcuni professori non si vedono più le settimane prima dell’esame e quindi se vuoi fare revisione…non la fai…poi il giorno dell’esame appendi le tavole la mattina alle 9, loro si chiudono in aula e tu te ne stai fuori ad aspettare il voto fino alle 9 della sera e in alcuni casi la risposta è che ci sono cose che non vanno bene o mancano…le stesse di cui magari tu volevi parlare col professore ma lui i giorni prima non c’era. Ma ci sono anche professori che ti seguono fino al giorno precedente l’esame…devi avere fortuna.

La maggior parte dei professori crede poi che il proprio corso sia l’unico seguito dallo studente. Il resto non esiste. E’ lo studente che deve star sveglio la notte per stare in pari. Infatti architettura è sbagliato farla in 5 anni, ce ne vogliono almeno 8. E la triennale va fatta in 4 lavorando contemporaneamente in uno studio di progettazione gratuitamente.

Come un giornalista ho interrogato i miei colleghi il giorno dell’esame: la maggior parte nei due giorni precedenti l’esame ha dormito 4 ore in totale, 2 ore al giorno, vuol dire che ha lavorato (preparazione delle tavole, non studio intendiamoci)…facciamo…18 ore al giorno….togliendone qualcuna per fare benzina; però durante l’anno ci sono stati periodi in cui non ha fatto nulla per settimane…dopo qualche equazione il mio risultato è che un laboratorio annuale è troppo dispersivo e il lavoro viene poi concentrato negli ultimi giorni…forse è un bene (i concorsi sono così), forse è un male, ho ancora tempo per capirlo….però c’è gente che è stata male

Si questo scritto è provocatorio ma parla di una realtà, una realtà che ti forma, da cui impari, che un pò odi, un pò ami, ma una realtà che si può migliorare…