Effetto de Moura

Le conferenze in Bovisa non mancano per fortuna, questo va riconosciuto. Ma ieri è successo qualcosa di diverso, alla conferenza sono venuti anche gli studenti, ma non qualcuno, parecchi. Si è vista una cosa cui è raro assistere nella nostra facoltà (ditemelo se sbaglio), l’aula di questa conferenza era piena, piena da costringere oltre che gli studenti anche alcuni prof a sedersi a quota zero.
L’ospite era Eduardo Souto de Moura.
Inevitabile quindi pensare quanto l’architettura bovisiana debba a quella portoghese e spagnola. Molti prof hanno per maestri Tavora, Siza, de Moura, Moneo. Il fatto è stato anche sancito dalla prefazione del preside Monestiroli che ha sottolineato quanto la scuola milanese sia legata a quella portoghese, durante la quale ha anche invitato de Moura a parlare dei suoi rapporti con Milano, senza però purtroppo un riscontro sul tema da parte dell’architetto una volta presa parola. Quindi è certo che ai milanesi interessano le opere dei portoghesi ma non il contrario.
Interessante la paura di de Moura verso il tema della finestra che l’ha da sempre portato a risolvere la questione con scappatoie di comodo. La finestra è uno dei temi che caratterizza le opere di Grassi (la bucatura) e quelle di Rossi (la finestra quadrata, la croce, l’architrave a putrella), e qui Milano e Porto sono parecchio lontani a parer mio.
De Moura parla poi di uno dei suoi maestri, Mies e ne sottolinea la marcata contraddizione dell’operato e, parole sue, la studia per cercare di risolvere la contraddizione delle proprie opere. Mi viene in mente il grattacielo con la struttura a controventi nascosta da un sistema di finestre sfalsate che de Moura ci mostra durante la conferenza e anche in questo caso si sentono i duemila (?) chilomentri di distanza fra Porto e Bovisa.
Si chiude in bellezza, parlando del moderno, di Corbu e Co., De Moura ne apprezza il formalismo, ma non le basi teoriche…
…segue qualche tonfo in sala…
sicuramente non ho capito bene io,
viva la contraddizione
19 Apr 2007 Lorenzo S.

Qualcosa online della conferenza arriverà ???
C’erano due telecamere vedrò se è possibile recuperare i filmati
Io volevo accennare un altra cosa interessante che è successa e che non è stata riportata. Io c’ero quel giorno in aula ed ho visto 2 scuole di pensiero scontrarsi e non darsi la mano. Da una parte Monestiroli e co. e dall’altra Souto De Moura.
In particolare quando Souto De Moura si è espresso sulla scuola di Aldo Rossi ricordando un incontro con lo stesso, ha detto di non capire il modo in cui egli faceva architettura usando la musica, studiando il Poetè. Era lo scontro tra la Forma (Souto) e la architettura formale della scuola Rossiana di cui fanno parte quasi tutti i nostri professori.
dico giusto o sbagliato?
Io ho trovato interessante anche la parte finale, in cui Souto de Moura ha parlato dell’importanza del’istinto nelle sue scelte progettuali. Anche qui, un baratro tra Milano e Porto… ma del resto basta guardare i risultati per accorgersene.
mi piace vedere monestiroli a disagio. specie se a metterlo alla berlina sia de Moura parlando di Mies Van: fnculo la sincerità costruttiva. La Verità non è una cosa piacevole…
mi ricordo che sembra ieri.