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Un Piano per Milano

Finalmente cresce l’attenzione sulle riqualificazioni urbane milanesi.
Il programma Report (Rai 3) ha realizzato un’inchiesta, andata in onda Domenica scorsa (link alla puntata), sui progetti che sono stati approvati per le aree Garibaldi e Fiera.
Il quadro è abbastanza desolante, ci si presenta una città totalmente in preda alla speculazione privata e assolutamente incapace di pianificare il proprio sviluppo e di risolvere il problema maggiore, quello del traffico, che invece viene peggiorato.
Un piano per una città metropolitana, come è di fatto Milano, dovrebbe prevedere la creazione di insediamenti terziari all’esterno della città anzichè all’interno. Le aree libere interne alla città dovrebbero essere destinate al pubblico non ai privati. Non è stato ancora fatto un piano serio di sviluppo per il trasporto pubblico, anzi si pensa ancora a realizzare parcheggi, deturpando il verde, invece di eliminarli.
L’esempio che ci sembra più chiaro per evidenziare questa situazione è quello che ha visto vincere il progetto CityLife nell’area ex-fiera sulla base di un criterio puramente economico senza valutare ricadute negative sul contesto e sulla cittadinanza. Secondo il giornalista, e anche secondo noi, il progetto che meglio avrebbe risolto l’area è quello di Renzo Piano, che prevedeva meno cubatura e restituiva ai milanesi la zona della fiera.
Milano avrebbe bisogno di un progetto unitario di costruzione che certamente i singoli interventi dei privati non potranno mai ottenere, ma probabilmente il primo passo da affrontare è quello di riconoscere Milano come città metropolitana che si estende da Varese a Bergamo e non dalla Bovisa a Lambrate.
20 Nov 2007 Lorenzo S.

1 dato.
il bando di gara vendeva l’area della ex-fiera (ceduta GRATUITAMENTE dal Comune alla Fiera) a 300 mln di €, il rialzo è stato portato a oltre 500€, segno che stavano SVENDENDO l’area… ’sta gente non sa manco farsi pagare per la roba che vende…
http://planet.studentipolitecnico.it/?p=75
Beh, visto come hanno valorrizzato l’area dal punto di vista immobiliare, è normale che il valore sia aumentato così tanto. Non conosco quale potesse essere il valore di mercato per quel terreno, ma 300 mln di € potrebbero anche essere stati adeguati. Piuttosto sorprende (ma neanche tanto in realtà, visti i casi simili) come il comune non abbia assolutamente preso in considerazione almeno inizialmente del fatto che la futura linea 5 e il futuro II passante ferroviario valorizzeranno di molto l’area. Sulla base di questo si sarebbe potuto chiedere partecipazione alle spese d costruzione, cosa che tardivamente e solo per la linea 5 è stata fatta.
II questione
cosa intendi quando nell’articolo dici “le aree interne alla città dovrebbero essere destinate al pubblico”? è normale che siano i privati a trasformarle di per sè, quello che nn è normale che tutto il processo sia stato gestito dai privati (il comune ha fatto sostanzialmente da passacarte) e non è normale che le attrezzature di interesse pubblico costruite al progetto così poche, a partire dal parco, piccolo e in mezzo ad una selva di palazzi.
Intendo che dovrebbero ospitare in maggioranza funzioni e spazi pubblici, nella puntata di Report si parla di come vengono gestite le aree dismesse interne ad alcune città estere: completamente pubbliche, un’utopia in ogni caso da noi.