Archive for the 'Mostre' Category

Architettura, Mostre

A Torino è passato il Piano

IMG_2912vefver.jpg

Passare un weekend a Torino aiuta a rendersi conto che esistono città molto più vivibili di Milano, ma voi direte: ci vuole poco. Sarebbe quindi interessante, in questo periodo di interventi di riqualificazione milanese, capire come venga affrontato un tema simile in una città del nord molto vicina.

Capita quindi a pennello la mostra a Palazzo Madama (www.palazzomadamatorino.it) sui progetti del concorso per la Spina 2, l’area liberata in centro dall’interramento della ferrovia.

Il concorso a Torino l’ha vinto Renzo Piano che ha battuto Libeskind, al contrario di quanto successo a Milano.
E a mio avviso anche in questo caso si vede quanto il progetto di Piano sia più attento dei formalismi di Libeskind e di altri colleghi, ma queste sono opinioni personali. Vi lascio quindi alle foto della mostra che a mio avviso parlano da sole.

Renzo Piano

Il plastico col progetto vincitore

Torino_2007_pic_IMG_2910.JPG Torino_2007_pic_IMG_2963.JPG

MVRDV

Torino_2007_pic_IMG_2926.JPG

Dominique Perrault

Torino_2007_pic_IMG_2932.JPG

Torino_2007_pic_IMG_2933.JPG

Estudio Lamela

Torino_2007_pic_IMG_2934.JPG

Torino_2007_pic_IMG_2939.JPG

Hiroshi Hara

Torino_2007_pic_IMG_2947.JPG

Daniel Libeskind

Torino_2007_pic_IMG_2943.JPG

Torino_2007_pic_IMG_2944.JPG


Università, Mostre, Bovisa

Inaugurazione Triennale Bovisa

tn_21112006.jpg

Si è svolta nell’uggiosa serata di martedì 22 nov l’inaugurazione della nuova isola dell’arcipelago di Bovisa, una nuova “bovisola”, la sede provvisoria, ma che Cerri, l’architetto che l’ha progettata, intende, se non ho frainteso le parole del presidente della Triennale Davide Rampello, come provvidenziale.

tn_21112006(003).jpg

All’inaugurazione è emerso che la nuova isola sarà uno spazio aperto fino a mezzanotte per gli studenti del Poli e per gli altri visitatori, che offrirà un locale da bere, una mostra da osservare, un cinema all’aperto da guardare e molto altro. Io ho visto i tracciati di campi da calcio, basket, pallavolo. Le promesse e le premesse ci sono, speriamo che quest’isola diventi terra ferma per la gente di bovisa.

Peccato per la posizione, comoda per gli ingegneri, scomoda per architetti e designers che dovranno imparare a camminare; peccato per la temporaneità ma ci fidiamo in un radicamento, nell’utopica creazione di un fatto urbano come direbbe sua santità, perchè la L dell’edificio invita ad entrare, fruire questo spazio nato per risollevare un quartiere, per dare un’altro spazio ai politecnici che non sia solo il loro campus.

tn_21112006(005).jpg

Attualmente Triennale Bovisa ospita una mostra sull’artista tedesco Hans Hartung, pittore astrattista che si può vedere al lavoro nei vari punti video all’interno degli spazi espositivi.
22112006(001).jpg

Seguiamo le freccie di TBVS lasciate sull’asfalto dai designers del poli (forse un pò troppe, ma in vero stile writers) vediamo dove ci portano…

Università, Mostre, Bovisa

Arcipelago Bovisa, nuova isola…

triennale--260x160.jpg

Il 21 Novembre aprirà Triennale Bovisa, sezione staccata in tensostruttura temporanea della Triennale di Milano.
Ospiterà mostre d‘arte, ma anche eventi, concerti e manifestazioni all’aperto per 30 mesi.

Si aggiunge così una nuova isola all’arcipelago felice del design milanese che si sta formando in Bovisa; la Triennale andrà ad affiancarsi alle facoltà del Politecnico di Design, Architettura Civile e Ingegneria.
In seguito si insedieranno in Bovisa anche l’accademia di Brera, Telelombardia e l’Istituto Mario Negri.

L’arcipelago si fa sempre più vasto e speriamo che presto non sarà più degno di tale nome ma, attraverso il recupero completo delle aree industriali dismesse, raggiunga uno status degno per essere parte viva della città di Milano.
Servono alloggi per gli studenti, sicurezza, vita notturna e non solo diurna, serve l’impegno del Comune e dei privati.
La prima mostra che il 22 novembre apre le grandi esposizioni di Triennale Bovisa è dedicata a Hans Hartung e raccoglie una selezione di più di 200 tele realizzate dall’artista dal 1922 a Dresda al 1989 (anno della morte) ad Antibes.

Architettura, Mostre

Biennale 2006 / immagini

tn_P1030025.JPG

città…

tn_P1030019.JPG

…città? 35 milioni di dubbi

………………………………

tn_P1030037.JPG tn_P1030043.JPG

tn_P1030037wrv.jpg

complessi d’inferiorità?

………………………………

tn_P1030048.JPG

città di Milano…città?

………………………………

tn_P1040058.JPG tn_P10400583vfw.jpg

dopo l’ecomostro…il cleromostro

…per fortuna c’è l’architettura contemporanea bovisiana

tn_P1040059.JPG

P1040061ve4rve.jpg

………………………………

tn_P1040094.JPG

troppo facile costruire quando hai un deserto di spazio…

………………………………

un saluto a Giorgio

Architettura, Mostre

Biennale 2006 / Richard Burdett

richard_burdett.jpg

Il 10 settembre 2006 si apre la 10° Biennale di Venezia dedicata all’Architettura, chiuderà il 19 novembre.

Meglio quindi iniziare a parlarne, partiamo dalla biografia del direttore di quest’anno:

Richard Burdett (Londra, 1956), cresciuto e formatosi a Roma, è architetto e urbanista a Londra. È professore di Architettura e Urbanistica alla London School of Economics (LSE) e consulente per l’architettura del Sindaco di Londra.

La sua competenza si svolge nella comprensione delle relazioni tra architettura, design urbano e società urbana, operativa nell’interfaccia tra pratica urbana, politica e ricerca. Burdett ha rappresentato un ruolo chiave nelle istituzioni che hanno formato una cultura dell’architettura in Gran Bretagna - la 9H Gallery, l’Architecture Foundation, LSE Cities Programme, l’Unità di Architettura e Urbanistica del Sindaco e l’Urban Task Force del Governo Britannico - ed è consulente di organizzazioni pubbliche e private tra cui la Tate Gallery, la BBC, NM Rothschilds.

È stato membro di giurie di molti concorsi internazionali di design tra cui il Museo d’Arte Moderna di Roma, la Tate Modern a Londra, Forum 2004 a Barcellona e un nuovo quartiere residenziale a Pechino.

Dirige una serie di incontri annuali con i Sindaci Europei ed è il responsabile di “Urban Age”, un ciclo di conferenze internazionali sulle città, svolte nelle città globali come New York, Shanghai, Londra, Berlino, Mexico City e Johannesburg. Burdett ha curato oltre 40 mostre sull’architettura contemporanea e le città, è un collaboratore continuativo della stampa e dei media e ha presentato un documentario per la BBC su Villa Malaparte.

Università, Architettura, Mostre

Gente di Milano

Gente di Dublino_fronte.jpg

Sento spesso parlare di funzione civile dell’architettura. Devo dire che è un concetto che mi ha sempre affascinato. In fin dei conti è quasi scontato: se l’architettura traduce in mattoni i gesti dell’essere umano, i suoi riti, le sue abitudini, i suoi modi di fare, è ovvio che l’architetto, dovendone stabilire la forma è anche colui che fornisce un’interpretazione di quei gesti, di quei riti, di quelle abitudini, di quei modi di fare, e, di conseguenza, li influenza fino anche a modificarli. Per questo l’architettura ha una funzione civile, tant’è che la facoltà di Bovisa si chiama Architettura Civile mentre quella di Leonardo Architettura e Società, diverso il taglio ma l’idea di fondo è quella.

Ma siamo sicuri che questa funzione-scopo che l’architettura ha sempre avuto sia ancora valida? Mi spiego, non dico che si debba riconoscere il fallimento dell’architettura sociale, quanto piuttosto il fallimento del sociale stesso.
È abbastanza evidente che ormai si viva nel mondo dell’individualismo spinto, è purtroppo un dato di fatto. E l’architettura, espressione, come già detto, delle necessità umane, segue naturalmente questa tendenza.

Mi chiedo: ma è giusto che sia così? Se la “società” contemporanea finora non ha creato delle nuove utopie, delle nuove immagini di sé, migliori di sé, e per questo da cercare di realizzare, perché non ci hanno provato gli architetti? Di certo non penso che l’architetto possa scatenare un rivoluzione con una sua opera, ma può essere in qualche modo influente.
Probabilmente tutto questo ha innescato un circolo vizioso: società bloccata – architettura bloccata – scuola bloccata e così via. Uno degli anelli della catena va rotto, va modificato, ed il più immediato, il più semplice da spezzare è certamente quello della scuola. Bisogna cominciare a cercare nuove vie, a smuovere il sedimento, o tutto resterà immobile per sempre, tutto fermo così com’è, del resto l’Italia intera è un paese bloccato, a volte mi sembra di stare in una novella di Joyce
Tutto il discorso naturalmente andrebbe esteso anche fuori dall’architettura, ogni arte ha del resto funzione sociale come ha delle responsabilità.

Mostre

L’uomo del rinascimento

donatello_david_detail.jpg

Da oggi 11 marzo apre a Firenze una mostra tutta dedicata ad uno degli architetti che hanno dato vita al rinascimento, Leon Battista Alberti.

La mostra, allestita a palazzo Strozzi fino al 26 luglio, ospita la bellezza di 160 opere, non solo dell’Alberti stesso ma anche degli innumerevoli artisti che da lui hanno tratto ispirazione e che ne hanno portato avanti le teorie artistico-filosofiche, tra cui Donatello, Filarete, Verrocchio, Botticelli.

Se qualcuno si trovasse a passare da Firenze, o se avesse voglia di farsi un viaggetto sicuramente molto istruttivo e non sapesse dove andare, vi consigliamo di farci un saltino anche perchè a giudicare da quel poco che si vede sul sito c’è sicuramente da perdercisi dentro (tra l’altro è un motivo in più per vedere palazzo Strozzi).

Inoltre la mostra può essere integrata con gli innumerevoli itinerari albertiani e/o rinascimentali che propone la città di Firenze…

Architettura, Mostre

Nueva Spagna

moma.jpg

Che la Spagna sia ormai un paese in cui l’architettura vive un periodo molto felice (a differenza del “bel paese”, bel…) è ormai un fatto noto a tutto il mondo. A sottolinearlo ora è anche un’esposizione al Moma di New York.

La mostra propone trentacinque progetti fra i più significativi, realizzati e in corso di realizzazione.
La raccolta dei lavori intende riflettere l’eterogeneità geografica, formativa, professionale della nuova generazione di architetti, così come la varietà delle scale di intervento, da quella della casa monofamiliare al nuovo aeroporto internazionale.

L’esposizione celebra quindi la Spagna, l’architettura spagnola, ma anche il contributo di architetti provenienti da altri paesi in terra di Spagna.

On-Site: New Architecture in Spain - organizzata da Terence Riley, curatore della sezione Architettura e Design del Museum of Modern Art di New York - si inserisce in un ciclo di cinque mostre rese possibili dalla collaborazione con il Lily Auchincloss Fund for Contemporary Architecture.

Per chi non ci può andare perchè non ha un jet privato come Foster, c’è un’audio-introduzione alla mostra su moma.org.

Mostre, Conferenze

L’influenza di Katsura

katsura2.jpg

«Caro Corbu, tutto ciò per cui abbiamo lottato ha il suo parallelo nell’antica cultura giapponese. Questo giardino di roccia dei monaci Zen del tredicesimo secolo – pietre e cottoli bianchi rastrellati – potrebbe essere stato disegnato da Arp o Brancusi – un inebriante angolo di pace. Saresti entusiasta quanto me in questo resto di colta saggezza vecchia di 2000 anni! La casa giapponese è la migliore e più moderna che io conosca e autenticamente prefabbricata».
Così scriveva Walter Gropius a Le Corbusier nel 1954…

…Katsura, e in modo più ampio la cultura giapponese, forniva insomma una conferma alle riflessioni che gli architetti, e gli artisti, occidentali stavano sviluppando all’inizio del XX secolo. Del resto il fenomeno del Japanism era gia ben diffuso alla fine del XIX secolo in Europa e negli Stati Uniti, come dimostra tutta l’opera di Frank Lloyd Wright
(dalla recensione di Roberto Dulio del Libro “Katsura la villa imperiale”, di Virginia Ponciroli, Elcta, Milano)

Il 13 Marzo si apre, con una conferenza tenuta da Francesco del Co in Aula carlo de Carli alle 15, la mostra dedicata alla Villa Imperiale di Katsura a Kyoto, che sarà allestita nello spazio mostre in Bovisa.

La mostra è prodotta da:
Dipartimento di Progettazione Architettonica, IUAV di Venezia
Dottorato Internazionale di Architettura Villard D’Honnecourt

e sarà a cura di Fernanda De Maio e Alberto Ferlenga.