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Architettura, Opinioni personali, Politica, Milano

Un Piano per Milano

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Finalmente cresce l’attenzione sulle riqualificazioni urbane milanesi.

Il programma Report (Rai 3) ha realizzato un’inchiesta, andata in onda Domenica scorsa (link alla puntata), sui progetti che sono stati approvati per le aree Garibaldi e Fiera.

Il quadro è abbastanza desolante, ci si presenta una città totalmente in preda alla speculazione privata e assolutamente incapace di pianificare il proprio sviluppo e di risolvere il problema maggiore, quello del traffico, che invece viene peggiorato.

Un piano per una città metropolitana, come è di fatto Milano, dovrebbe prevedere la creazione di insediamenti terziari all’esterno della città anzichè all’interno. Le aree libere interne alla città dovrebbero essere destinate al pubblico non ai privati. Non è stato ancora fatto un piano serio di sviluppo per il trasporto pubblico, anzi si pensa ancora a realizzare parcheggi, deturpando il verde, invece di eliminarli.

L’esempio che ci sembra più chiaro per evidenziare questa situazione è quello che ha visto vincere il progetto CityLife nell’area ex-fiera sulla base di un criterio puramente economico senza valutare ricadute negative sul contesto e sulla cittadinanza. Secondo il giornalista, e anche secondo noi, il progetto che meglio avrebbe risolto l’area è quello di Renzo Piano, che prevedeva meno cubatura e restituiva ai milanesi la zona della fiera.

Milano avrebbe bisogno di un progetto unitario di costruzione che certamente i singoli interventi dei privati non potranno mai ottenere, ma probabilmente il primo passo da affrontare è quello di riconoscere Milano come città metropolitana che si estende da Varese a Bergamo e non dalla Bovisa a Lambrate.

Università, Architettura, Opinioni personali, Politica

Svegliaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!


Ecco fatto. Ti distrai un attimo ed è fatta. Cioè, un attimo, forse più di un attimo, forse l’attimo è durato un po’ troppo. Forse gli studenti non si sono proprio distratti, forse si sono proprio addormentati per un attimo che è durato diciamo almeno cinque anni, almeno.
Facciamo un riassuntino? Allora, da quando viene introdotto il 3+2 nel sistema universitario italiano, viene automaticamente a crearsi una nuova figura di laureato, cioè una nuova figura professionale, quella dell’architetto junior. Perfetto direi…chi non vuole o non riesce studiare per tutti e 5 gli anni necessari si laurea in 3, ed è pur sempre un architetto, certo, con meno mansioni e possibilità professionali di un architetto specializzato, ma iscritto regolarmente all’albo, ecc.
Ora uno pensa che tutto ciò sia fantastico perchè è un’opportunità in più che viene offerta allo studente, fatto salvo che in questa “opportunità” gli studenti ci stanno rimanendo ingabbiati.
Si perchè innanzitutto fatta la riforma nessuno ha poi pensato di stabilire quali siano le mansioni proprie dell’architetto junior, e nemmeno di incentivare l’assunzione di questo tipo di laureato che si è in pratica trasformato in una cavia: li buttiamo nel mondo del lavoo poi vediamo cosa succede… Poi c’è la questione della formazione, che è universalmente riconosciuta come inadeguata, infatti molti dei corsi da spalmare nell’arco dei 5 anni sono stati concentati in 3, sacrificandone altri e magari mettendoli in un ordine quasi casuale quanto dettato dalle necessità di tempo. Infine la questione che forse pesa di più: l’intervento dell’UE che sancisce l’effettiva totale inutilità della laurea breve italiana in architettura. “Eh già- avranno pensato a Bruxelles- com’è che in tutta Europa la laurea in architettura è un 4+2 e in Italia no? le scuole italiane sono davvero così valide?” la risposta purtroppo la conosciamo tutti…
Allora, ci ignora l’UE, ci ignora il governo, saremo aiutati dalla scuola pensa uno, cioè fateci prendere la nostra specialistica come possiamo e amen. E invece… tra blocchi numerici, N e V, test di ingresso ci si ritrova a doversi difendere con le unghie e con i denti per non ritrovarsi ad essere espulsi dall’università ritrovandosi con un titolo di studio di fatto inutile essendo noto a tutti che se non hai fatto la specialistica è perchè non sei stato considerato all’altezza……ma chiedere di essere tutelati è chiedere troppo?

RAGAZZI, MARTEDI POMERIGGIO CI SARÁ UN’ASSEMBLEA IN CUI GLI STUDENTI SI CONFRONTERANNO COL PRESIDE SU QUESTI TEMI FONDAMENTALI, É IMPORTANTE CHE SI PARTECIPI IN TANTI. CERCHIAMO DI NON FARE CAPIRE CHE HANNO RAGIONE LORO A CREDERE CHE SE LE COSE STANNO COSÍ É PERCHÉ A NOI VA ANCHE BENE!!!!

Università, Politica

Sordità

In tanti paesi europei e mondiali le università sono ascoltate dai comuni, dai governi, dalla gente.
In Italia le università realizzano studi di ricerca sulla realtà che ci circonda, ma questi studi e ricerche, che poi propongono anche soluzioni in reazione ai problemi, non vengono ascoltati dai nostri apparati di governo.

Tant’è che Milano dagli urbanisti viene definita città senza piano.

Non c’è una volontà politica, non si crede nei progetti. Solo i privati ci credono, ma i privati non si muovono di comune accordo si sa.

Non sfruttare gli studi e le idee che escono dalle università è stupido.
Avere un apparato di ricerca sempre fertile e praticamente gratuito a disposizione e non usufruirne è un’idiozia.

Persino i privati si sono accorti che si guadagna di più con la qualità (vedi ad esempio Milano Santa Giulia).

Le amministrazioni pubbliche sono snobbate dai giovani laureati e quindi la qualità non va al governo…
Bisogna interagire con le università, non incastrarle in un quartiere degradato e considerare gli studenti denaro in movimento.

Università, Politica

Elezioni

Tra pochi mesi, non solo a livello nazionale, ma anche periferico-universitario (cioè toccherà anche a noi bovisiani) ci saranno le elezioni. Logicamente noi, gente di Bovisa, dovremo eleggere un nostro rappresentante che, in quanto tale dovrà essere uno studente iscritto ad una delle nostre facoltà.

Neanche a dirlo la cosa si presenta molto più difficile del previsto. Già, perchè i candidati non si sprecano, anzi si fanno proprio desiderare.

E’ meglio spiegare intanto qual è la situazione (strano ma di questi tempi quando si parla di elezioni è sempre tutto complicato). Dunque, come tutti sappiamo, la nostra facoltà di architettura, e tutto il polo Bovisa è abbastanza recente. Questo, è facile da intuire, non ci porta ad avere la ferrea tradizione “politica” che tutti si aspetterebbero e vorrebbero. Di fatto però fino a poco tempo fa noi studenti di via Durando & co. dei rappresentati li avevamo, salvo che questi, per motivi più o meno validi, si sono dileguati portando con loro tutta la passione che impiegavano nel rappresentare noi studenti.

Sta di fatto che quest’anno i candidati scarseggiano e gli attuali rappresentanti degli studenti al senato accademico sono abbastanza in difficoltà nel trovare qualcuno che abbia voglia di offrirsi come candidato.

Beh in realtà anche in questo caso la questione non è così semplice, perchè dei due gruppi che sicuramente schiereranno i loro candidati (poi magari se ne candideranno tantissimi, noi ci speriamo), uno non farà assolutamente fatica a trovare i “volontari”.
Ma qui mi fermo, credo di aver già, se non detto tutto, almeno fornito il materiale per comprendere al meglio la situazione.

Comunque se qualcuno si sentisse particolarmente ispirato…………………..